Le strade della paura

Riprendiamo un’articolo pubblicato su bdtorino.eu da Giancarlo Guerreri. A questo link è scaricabile la lettera del difensore civico.

A Torre del Mare, Bergeggi (SV), un problema apparentemente senza soluzione

Frequento Bergeggi dal 1960. Sicuramente molti lettori non erano ancora nati in quella data. Da alcuni anni vi sono anche residente ed ho vissuto le varie fasi di una evoluzione urbanistica che attraverso molte critiche e contestazioni è riuscita a valorizzare un’area della Liguria unica nel proprio genere.

Sebbene Bergeggi possieda solo pochissime attività commerciali riesce a sfruttare garbatamente un territorio a fini turistici, che per proprie caratteristiche e peculiarità presenta delle punte di eccellenza che sono oggetto d’invidia da parte dei Comuni circostanti.

La bellezza del mare, la presenza di un’isola, la spiaggia più lunga della Liguria di Ponente. Questi solo alcuni punti d’eccellenza della nostra Località.

Bergeggi possiede anche un dedalo di grotte che vengono sporadicamente visitate dai turisti; forse non avranno delle concrezioni vistose come quelle di altre grotte più conosciute, tuttavia sono un patrimonio geologico di grande importanza, non ancora esplorato completamente.

Un entroterra di tutto rispetto che potrebbe unirsi a quello del finalese e del vadese per dare continuità alla Via del Sale, che proprio a Finale e a Quiliano presenta ponti di epoca romana.

Nel periodo estivo, Torre del Mare, la località inclusa nel Comune di Bergeggi, si popola di turisti provenienti da varie città, facendo tornare in vita decine di ville e centinaia di appartamenti. Un flusso di donne e uomini si riversa nelle spiagge del golfo, pionierizzando ogni litorale situato nell’area.

 

In particolare gli abitanti di Torre del Mare prediligono i due stabilimenti situati all’inizio della lunga spiaggia, quello adiacente alla scogliera, conosciuto come “Bagni Verdi” e quello del Lido di Torre del Mare, conosciuto come “Bagni Azzurri”. Il motivo di tale distinzione cromatica è dovuto unicamente al colore degli ombrelloni e delle sdraio.

Poche file di lettini, una sabbia che non resta attaccata alla pelle, un’acqua straordinariamente pulita e la “sconosciuta Isola di Bergeggi”, della quale non si parlerà mai abbastanza.

Giordano Bruno vi transitò verso la fine del ‘500, recandosi a Savona e poi a Torino: conobbe la città di Noli, visitò l’entroterra di Finale e si innamorò di quello scoglio che ancora oggi tutti possono ammirare.

Il luogo che abbiamo appena descritto, senza far accenno al Parco subacqueo per motivi di spazio, è realmente un piccolo paradiso, un’oasi di bellezze naturalistiche e storiche di cui molti, ma non tutti, sanno bearsi.

Una antica storia di campanile ha per molti anni tenute separate le realtà di Bergeggi e Torre del Mare, come appartenenti a differenti entità geografiche, separate da un muro di carta a volte più invalicabile di quello di Berlino.

Invidia? Gelosia? Arroganza? Supponenza? Ignoranza?… non saprei come definire quell’insieme di sentimenti primitivi che hanno da sempre diviso le due metà di quell’unico Comune.

A Torre del Mare, si ode spesso la voce che afferma che i soldi dell’ICI o IMU, dovuti alle seconde case, finiscano nelle opere del lato di Bergeggi antica, senza minimamente migliorare il nuovo lato residenziale. A Bergeggi antica si mugugna e si critica quella popolazione di ricchi cittadini milanesi e torinesi che sembra avere l’unico torto di aver creduto nelle bellezze del luogo, cercando di costruire delle residenze di buon livello, portando nella zona un inaspettato ma visibile benessere.

 

Invidia? Gelosia? Arroganza? Supponenza? Ignoranza?…

Altri turisti, soprattutto quelli del week end, creano numerose tipologie di problemi: invadono i litorali e le spiaggette libere sporcando e abbandonando rifiuti senza portare alcun vantaggio economico al Comune, creando solo caos e disordine. Mi sembra che l’attuale Sindaco Roberto Arboscello abbia preso una posizione condivisibile, proponendo una soluzione illuminata e intelligente che potrebbe trasformare i problemi turistici in opportunità occupazionali.

Credo che un salto di qualità lo si potrà compiere quando entrambi i volti di Bergeggi, quello storico e Torre del Mare, riusciranno a comprendere che le guerre di campanile e le inutili separazioni non possono che produrre danni ad entrambe le parti, senza sortire ad alcuno, alcun vantaggio.

A quasi sessant’anni dalla nascita di Torre del Mare siamo ancora costretti ad ascoltare le medesime lamentele da parte degli abitanti della nuova area residenziale e le stesse risposte, spesso insoddisfacienti, da parte del Comune.

Una tra tutte il mancato passaggio pedonale sulla via Aurelia nei pressi del curvone che permette l’accesso a Torre del Mare.

Sono state raccolte migliaia di firme per sensibilizzare le Autorità comunali sul rischio palese di un attraversamento non tutelato, passaggio che viene utilizzato da migliaia di persone per raggiungere il mare dalla discesa che immette sulla via Aurelia. Molto ci sarebbe da dire sulla mancanza di marciapiedi lungo le strade, ma ragioni di spazio e assoluta miopia di coloro che hanno realizzato il primitivo progetto possono rispondere da soli.

L’attraversamento dell’Aurelia è cosa assai diversa, due possibilità vengono offerte ai pedoni: utilizzare la scalinata che conduce ad un Cul de Sac, costituito da un angusto e improponibile tunnel paludoso adatto ad un film di Indiana Jones, popolato da mostri preistorici, zanzare assassine e forse Piranha. Oppure tentare l’attraversamento della via Aurelia, non meno pericoloso di quello del Mar Rosso, di biblica memoria.

Scherzi a parte il problema diventa molto serio quando pensiamo a persone in carrozzina, o a mamme con il passeggino che debbano necessariamente attraversare la strada senza poter, ovviamente, utilizzare le lunghe scalinate.

 

La popolazione sta invecchiando e molti anziani si vedono costretti ad aumentare la velocità del passo per sfruttare un breve intervallo di spazio libero tre le file di auto, moto e veicoli pesanti che giungono a grande velocità nel tratto di strada interessato dall’attraversamento.

Da molti anni ci chiediamo e chiediamo al Comune di trovare una soluzione praticabile. Progetti, parole, incontri, sorrisi, pacche sulle spalle, promesse e considerazioni sui massimi sistemi sono state le non-risposte ottenute.

Lo scarica barile fa parte di questo tipo di dialogo: è colpa dell’ANAS, dell Provincia, della Regione…. forse anche dello Stato, dell’Europa o degli UFO.

Il fatto oggettivo è che non si trova una soluzione.

O meglio il problema sarebbe sicuramente affrontato qualora si verificasse un tragico incidente con tanto di mamme morte, di bambini maciullati o di vecchi fotografati sull’asfalto.

Possiamo ancora pensare che un Paese civile debba SEMPRE attendere i propri morti per svegliarsi e trovare una soluzione?  Siamo proprio sicuri di dover aspettare che qualche bel mazzo di fiori appoggiato ad un muretto con la foto della vittima e il commento di qualche pietoso parente debba ornare le nostre strade?

Siamo davvero così poco intelligenti o poco previdenti da non trovare una soluzione intelligente e percorribile per risolvere il problema?

Abbiamo proposto una “rotonda” nei pressi della salita che potesse rallentare il traffico e creare anche un invito per la via d’accesso ai bagni sottostanti, ci hanno risposto PICCHE!  Tale soluzione, a mio avviso ideale e poco costosa, avrebbe potuto prevedere un attraversamento pedonale con tanto di strisce e due zone di rallentamento a monte e a valle.

Un’altra soluzione, sebbene più costosa, che consisterebbe nel rendere agibile il sottopassaggio dell’Aurelia, con tanto di ascensore… sembra non essere percorribile…  costerà forse troppo?

Tra qualche mese inizierà una nuova estate, molti altri turisti andranno a popolare le nuove costruzioni di Torre del Mare, si parla di centinaia di persone, molte altre promesse verranno sicuramente fatte… o forse nemmeno più quelle…

Forse la noia, vincerà sulla paura, forse il menefreghismo vincerà sulla sicurezza e forse sarà proprio il sacrificio di una vittima innocente a svegliare dal torpore i responsabili, qualunque essi siano, per indurli ad affrontare il problema a muso duro, senza troppe esitazioni di natura politica o forse addirittura opportunistica.

L’unica cosa che chiedo, oltre alla rapida soluzione del problema, è che a questa eventuale vittima NON venga dedicata né la rotonda né il sottopasso… sarebbe davvero troppo!

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